September 13, 2020

[Mostly Weekly #80] News buskers

Mostly Weekly #80

News buskers

La newsletter omonima a margine del canale Telegram
(quella che esce quando è pronta)

A cura di Antonio Dini
Numero 80 ~ 13 settembre 2020 



Vuoi sapere la verità su una cosa? Allora devi sapere come funziona
– Un tizio saggio, qualche anno fa 

 

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Nei giorni scorsi, dopo lunghe riflessioni, ho deciso di aprire uno spazio su Liberapay. Credo che le newsletter fatte sinora – sono ottanta proprio oggi – possano aver saziato qualche curiosità trai voi lettori e magari qualcuno vuole ricambiare riconoscendone il valore con una piccola donazione. Se ritenete di volerlo fare, passate da Liberapay e scoprirete che le modalità di pagamento non mancano. Meglio una piccolissima cifra ricorrente (chessò, un euro al mese o addirittura alla settimana: esagerate ma "con juicio") che niente. È il futuro del giornalismo di qualità ma senza stipendio fisso: diventare tutti buskers. Intanto, buona lettura.


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Collective delusion 
Le parole sono importanti, anche e soprattutto perché vengono costantemente manipolate. Ad esempio: le teorie del complotto. Pensateci un attimo andando oltre le etichette che sui giornali e nei forum Internet vengono appiccicate a chi "è convinto che ci siano solo dei complotti". 

Le cospirazioni e i complotti di per sé non sono un male. Vi dirò di più: esistono, e sono sempre esistiti. Alcuni complotti vengono rivelati, altri sono svelati ragionando in modo logico, altri ancora circolano per lungo tempo e poi si scopre che erano veri. Altri ancora, però, sono falsi, fantasiosi o addirittura tendenziosi e artatamente fuorvianti. Tuttavia, c'è un limite. Se qualcuno crede che la Terra sia piatta, che lo sbarco sulla Luna non sia mai avvenuto e che invece sia stato un grande falso storico e altre cose del genere (inclusi il Grande Vecchio, le gallerie sotto l'Himalaya, Shangri-La e via dicendo) non vuol dire che crede in qualche teoria del complotto. No, soffre invece di una forma patologica di "allucinazione collettiva di massa". 

Lo scrivo perché parte del lavoro dei giornalisti è ragionare sulla scelta delle parole, che vuol dire interpretare il modo con il quale si definiscono gli eventi e i soggetti attivi nella società. Un buon lavoro è stato fatto negli Usa ridefinendo cosa sia QAnon. Infatti, definire QAnon "un gruppo che segue teorie del complotto" non solo non è più soddisfacente, ma è addirittura sbagliato. Il gruppo è diventato una follia collettiva, anzi una allucinazione collettiva. E per questo BuzzFeed ha deciso di chiamarlo così, una "allucinazione collettiva di massa"

The editors at BuzzFeed News have become uneasy about using conspiracy theory to describe QAnon, which has grown to encompass a whole alternative world of beliefs and signals. The copydesk has to stay on top of language and note when terms become stale and reductive; QAnon has shifted, and so should how we write about it.

QAnon is a collective delusion, and that’s what BuzzFeed News will be calling it from now on.

Il discorso si fa invece molto diverso per quanto riguarda Donald Trump e John Biden. Nel primo scorcio di confronto tra i due candidati (l'incumbent e lo sfidante) alla presidenza americana è venuta fuori una della stampa americana, ispirata alla "fairness" e al politicamente corretto (da noi c'è stato bisogno della "par condicio" per iniettare artificialmente questo tipo di comportamento nei nostri giornali super-partigiani) che secondo me spiega bene l'errore che stiamo tutti facendo su Donald Trump. Questo articolo di Associated Press ad esempio dice che nella prima settimana della campagna elettorale si stanno scontrando "due realtà alternative":

"On the campaign trail with President Donald Trump, the pandemic is largely over, the economy is roaring back, and murderous mobs are infiltrating America's suburbs. With Democrat Joe Biden, the pandemic is raging, the economy isn't lifting the working class, and systemic racism threatens Black lives across America." 

Lo sbaglio è proprio questo. Non ci sono due versioni alternative della realtà. C'è la realtà da una parte. E dall'altra ci sono le menzogne di un bugiardo patologico che non ha mai smesso di dire bugie e di inventarsi frottole per la sua fame di potere. Le parole sono importanti. 

Professioni emergenti: il giornalismo. Foto © Antonio Dini


Tsundoku-logica

L'orrida pigna sul comodino
Wabi-Sabi per artisti, designer, poeti e filosofi di Leonard Koren è uscito nel 1994 e ha fatto epoca, aprendo l'Occidente a una (frainteso) "esperienza interiore" che ha cambiato più che altro il mondo del design. Però non ce ne sono di migliori.

Wabi-sabi. Altri pensieri di Leonard Koren è il complemento del libro precedente che, venti anni dopo, cerca di dare più profondità al fenomeno per l'Occidente estetico e di design prima ancora che filosofico. 

Linguaggio e problemi della conoscenza di Noam Chomsky è un libro fondamentale che nonostante tutto, incluse la neuroscienza, è una lezione di metodo e di profondità del pensiero. 

Che cos'è la pragmatica linguistica di Cecilia M. Andorno è uno di quei piccoli, economici ma ben fatti libri di Carocci che permettono di individuare un tema e apprenderne i fondamenti in poco tempo. Nel caso vi mancassero le basi, guardate subito sotto.

Antropologia e linguistica di Eugenio Cannada Bartoli è un altro strumento per avere competenze avanzate in modo chiaro e semplice su un aspetto fondamentale del rapporto fra linguistica e antropologica. Ideale anche per la persona culturalmente cuoriosa che vuole saperne di più. 

Guida pratica all'italiano scritto (senza diventare grammarnazi) di Vera Gheno, che è una socio-linguista che collabora con l'Accademia della Crusca, è piccolo ma potente perché consente di dotarsi dei ferri del mestiere e imparare non solo a scrivere ma anche a prendere appunti e fare sintesi di altri testi. Umile ed efficace.

Come parlare sporco e influenzare la gente di Lenny Bruce è un libro fondamentale, perché con Lenny Bruce è nata la stand-up comedy che guardate su Netflix e il monologo satirico senza limiti che negli Usa ha spopolato ma che da noi non è mai arrivato. E il tutto è nato non nei locali neri di Chicago ma nella controcultura della cultura hip degli anni Sessanta e Settanta. Imprescindibile 

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Influentologica

DeepDream, il sogno di un uomo solo ma capace
Google permette ai suoi ingegneri di portare avanti progetti personali con il 20% del loro tempo. In questo modo sono state create tantissime cose inutili e alcune invece molto utili. Alexander Mordvintsev sta nel mezzo: ha creato DeepDream, un sistema che permette di scavare tra gli strati della "mente" artificiale, cioè di analizzare i differenti strati delle reti neurali già addestrate a identificare cose e tradurle in immagini. Il risultato è unico, con le reti neurali che generano immagini con porzioni di oggetti che la rete stessa era stata addestrata a riconoscere. Sono praticamente oggetti immaginari, sogni che percolano da strati e strati di matrici. 

Tante, tante bottiglie di plastica
La Reuters ha creato questa impressionante visualizzazione di cosa sia un milione di bottiglie di plastica: cosa vuol dire e quanto sono grandi. Un milione è il numero di bottiglie di plastica che nel mondo viene acquistato ogni minuto. Alla fine della pagina potete anche vedere quanta differenza facciano/non facciano i nostri sforzi di riciclo. 

The Social Dilemma
A settembre è uscito il documentario di Netflix The Social Dilemma, che è una disamina piuttosto approfondita e potente come forza narrativa dell'impatto totalmente sproporzionato che un piccolissimo numero di persone che lavorano nella Silicon Valley – ingegneri e tecnici, soprattutto – stanno avendo in tutto il mondo e su tutti noi: su come pensiamo, agiamo e viviamo le nostre vite. Il trucco è che questi buontemponi del software hanno preso un pugno di teorie del complotto virali, problemi mentali dei teenager, disinformazione molto aggressiva e polarizzazione politica e hanno reso il tutto comprensibile ma anche viscerale e urgente, ossessivo e inevitabile. Insomma, hanno devastato le nostre società. Da guardare.

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Importantologica

Da dove viene il lavoro flessibile
Che bella l'idea di rompere la prigionia del lavoro d'ufficio, quello congelato nell'ideale 9-17 (anche se non coincide sempre con questo orario). Peccato che ci abbia fatto precipitare in un mondo in cui la cultura del lavoro è diventata se possibile ancora più oppressiva e ci "copre" 24/7 (yes, popolo delle partite Iva, si parla proprio di voi). Come funziona? Perché ci siamo finiti dentro? In questo articolo di Aeon, bello come al solito, la spiegazione è articolata e complessa, perché il mondo è una cosa complessa. A partire dall'idea originaria del lavoro flessibile, che è nato negli anni settanta per opera della seconda ondata del femminismo. Il problema alle viste all'epoca era che, nonostante moltissime donne potessero finalmente lavorare, erano ancora caricate in modo esclusivo da una montagna di lavori domestici e cura dei bambini. Negli Usa e in Europa le donne hanno pian piano cominciato a capire che, anziché essere meramente personale, questo era un problema politico. E una nuova generazione di attiviste ha lavorato duro per riuscire a ottenere un cambiamento nella struttura oltre che nelle condizioni salariali del lavoro. L'idea era di rendere gli orari più flessibili per fare in modo che le donne fossero più comode e le permettessero di continuare a partecipare alla vita economica in termini paragonabili se non uguali a quelli degli uomini. Allo stesso tempo a molti uomini è stato chiesto di prendersi cura di pezzetti della vita di casa e famigliare. La visione entro la quale sta quello che oggi chiamiamo "flessibilità" è dunque femminista e voleva essere un modo per ristrutturare le comunità e supportare i bisogni dei lavoratori, uomini e donne, in modo che ci fossero più spazi e più uguaglianza per tutti. Non è andata così. 

Più muscoli per tutti (uomini e topi)
I soliti scienziati pazzi al servizio dello strapotere delle multinazionali dell'integratore energetico hanno costruito in laboratorio una terapia genetica che permette di costruire massa per i muscoli e ridurre radicalmente il grasso senza bisogno di fare esercizi: la pillola che tutti noi maschi pigri sogniamo da sempre. La terapia si chiama FSY, dal nome del gene responsabile per la crescita dei muscoli e del controllo del metabolismo. In 18 settimane i topi sulla quale è stata sperimentata hanno raddoppiato la loro massa muscolare e il livello di forza. Hanno anche visto ridurre i danni della artrosi, minore infiammazioni dei legamenti e un cuore più sano, con analisi del sangue perfette o quasi. Il tutto nonostante la totale mancanza di dieta o esercizio fisico. Se il trattamento potrà essere usato sugli esseri umani, i ricercatori lo vogliono utilizzare per aiutare le persone affette da distrofia muscolare e forte obesità. Come no: pure il Viagra l'avevano pensato per le persone affette da impotenza grave. 

Revisionismi
John W. Campbell è stato il direttore di Analog, una delle prime e più importanti riviste pulp di fantascienza, nonché editore e, per un trentennio, la persona più importante nel mercato della fantascienza degli anni d'oro: tutti scrivevano per vendere a lui e lo facevano come voleva lui. Se poi lui non comprava, rivendevano agli altri. Per decenni la fantascienza americana è stata scritta, direttamente o indirettamente, avendo le linee guida di Campbell come stella polare. E Campbell era un reazionario mezzo fascista bigotto e con varie teorie del complotto e fattoidi non scientifici in testa. Insomma, quando si dice che pochi uomini possono fare la differenza, Campbell dovrebbe essere citato (e subito infamato) più spesso. Un po' di tempo fa per questi motivi hanno rivisto i premi a lui intitolati.

L'autunno del deep learning
C'è un problema con il deep learning. Sono crollate le ricerche di lavoro per esperti del settore e siamo tornati ai livelli pre-2010. Cosa succede? Ha impattato il coronavirus, certamente, ma forse c'è di più. Qui i dati. Probabilmente non è un altro "inverno dell'intelligenza artificiale", ma è certamente un segnale da monitorare.

Fare bene le cose
Gli standard produttivi sono importanti. Perché ci definisce la qualità di ciò che si aspetta dai suoi fornitori, definisce anche la qualità del suo prodotto. Non solo nel settore manifatturiero. Un volontario ha messo assieme i vari documenti presenti sul sito della Nasa, per far vedere quale è la qualità da loro richiesta. Pensatelo applicato ai fornitori della vostra azienda. 

Le bugie sono sempre gratuite
Per i contenuti di qualità, le notizie "vere", si paga, cioè sono bloccate dai paywall. Invece, le bugie hanno libertà di circolazione senza limiti. E questo è un problema. Per questo motivo c'è chi sta sostenendo che bisognerebbe creare un universal public knowledge database in cui il contenuto di qualità sia accessibile per tutti. «Non possiamo più permetterci – scrive l'articolo di Current Affairs – che le notizie siano alla portata solo di quelli a cui piaciamo e che sono disposti a pagare per leggerci, perché in quel caso le stronzate gratuite vincono» 

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Variologica ed eventualogica

Voi umani siete intelligenti?
In questo articolo, l'ennesimo scritto da GPT-3 sotto la supervisione di qualche giornalista che ha rimesso assieme il testo definitivo, c'è un editoriale procedurale che spiega varie cose: dal corso dell'umana storia alla definizione dell'intelligenza, passando per il parallelo tra mente umana e del computer, coscienza, emozioni. È scritto sotto forma di saggio all'americana, cioè con una introduzione, una ipotesi, una argomentazione e una conclusione. A scuola avrebbe preso un buon voto. Il futuro temo sia fatto di testi ancora più didascalici di quelli scritti dai reporter di agenzia americani.

Degoogling
Cosa serve per fare a meno di Google nel resto della vostra vita digitale? Buona domanda. La risposta non è semplice, soprattutto se non pianificate di ritirarvi a fare la vita di un monaco stilobate, ma comunque è qui.

Le leggi (mortali) della UX
Una collezione di 20 tra massime e principi per progettisti che vogliono riflettere su come fare a costruire interfacce utenti. Ognuna delle sezioni contiene una panoramica del tema, i punti chiave, un poster (eddai!), un po' di storia del concetto (che fa sempre bene) e letture ulteriori. I poster sono fatti per essere stampati e appese nelle camerette degli studenti delle università di design.

Mattoni
Non so cos'è, non ho idea di perché ci sia, né cosa voglia effettivamente dire. Però questo sistema su misura di guida ottica dinamica permette ai muratori greci di costruire delle facciate spettacolari. Si chiama Augmented Bricklaying e permette di trovare un equilibrio spettacolare tra la destrezza degli esseri umani e la progettazione computazionale, creando un modo completamente nuovo di fabbricare le facciate. Guardate il video perché è da paura.

La carta interattiva (davvero?)
Un gruppo di ricercatori dell'università di Purdue ha creato la carta interattiva: in pratica preparano la carta con delle molecole speciali per renderla repellente all'acqua, unto e polvere, e poi ci stampano sopra degli strati micrometrici con dei circuiti elettronici. Queste aree sono in grado di comunicare con il Bluetooth (ormai lo mettono anche nelle scatole della pasta) utilizzando l'elettricità generata dal contatto del circuito con il dito. Nell'articolo ci sono due video che mostrano il funzionamento della carta. A parte la meraviglia del sistema, è evidente che ancora nessuno ha capito cosa farsene. 

Dorking, trovare su Internet
Nuova parola da imparare: dorking. Vuol dire cercare dei dati specifici. Si può usare per dire che si stanno cercando delle mail, delle pagine web, dei file, dei coupon, delle parole chiave per il Seo, delle potenziali vulnerabilità: insomma, avete capito. Questa pagina contiene una guida per fare dorking con esempi che possono essere copiati-e-incollati direttamente dentro Google. Alla fine dell'articolo ci sono anche gli operatori, cioè le componenti di una query di ricerca, che permettono di ridurre le dimensioni del risultato finale. 

"Questo cambia tutto"
Uno degli aerei privati più misteriosi degli ultimi anni sta finalmente prendendo forma. Si tratta del Celera 500L di Otto Aviation. È un aereo che oggi vola ma che uscirà sul mercato solo nel 2023 (per la certificazione) e poi nel 2025 (per la commercializzazione). Va alla velocità di un jet anche se è a turboelica, ha una autonomia di 4.500 miglia nautiche (un jet comparabile si ferma a 2.100), consuma 2-3 miglia per gallone di carburante (un jet fa 18-25) e può portare sei passeggeri che dentro stanno anche in piedi perché ha una sezione molto alta. Ha una forma a goccia, vari trucchi aerodinamici e di materiali, un motore innovativo (ma è prevista anche una versione ibrida e una elettrica) ed è una figata perché in realtà ha dei costi operativi di circa 328 dollari per ogni ora di volo (il jet comparabile costa 2.100 dollari all'ora, circa). Sono previste anche altre versioni, incluse due militari (si parla di un drone). A parte la declinazione militare, lasciatevi dire che questo aereo è una figata e cambia veramente molte cose nell'aviazione privata, portandola a livelli di costo paragonabili (negli Usa) a quelli di una business class su un aereo di linea. 

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Yamatologica

La montagna di granito
Mi manca il Giappone non avete un'idea quanto. Sono fermo in Italia da febbraio (giusto tre cose di lavoro veloci rispettivamente a Londra, Vienna e Monaco di Baviera all'inizio dell'anno), e non sono andato oltreoceano dallo scorso novembre. Per me è il record negativo assoluto degli ultimi venti anni, che stravolge una vita adulta abbastanza movimentata dal punto di vista logistico e dei viaggi.  Per questo, come i flashback di Rambo, che si sogna il Vietnam mentre vaga per le foreste dello stato di Washington cardando lo sceriffo Will Teasle e i suoi vice, ogni tanto mi ritrovo all'improvviso nei posti in cui sono stato negli anni passati. E il Giappone ritorna con piacevole regolarità. Lunga premessa per dire: mi piacerebbe visitare il nuovo museo della cultura Kadokawa di Tokyo, che a quanto pare è anche un notevole pezzo di architettura. 

Gente che sparisce e gente che l'aiuta
La parola di oggi del nostro corso tematico di giapponese è jouhatsu, cioè le persone che spariscono e non si fanno più trovare per anni. È gente che non regge più la pressione della società, gli impegni, le regole, le gerarchie, e decide di scomparire, darsi alla macchia, andare da un'altra parte (del Giappone) e rifarsi una vita. Non lo fanno da soli: ci sono delle aziende che aiutano queste persone a scomparire in modo discreto. Le aziende si occupano di quelli che vengono chiamati "traslochi notturni" e la polizia sostanzialmente non interviene a meno che non ci siano incidenti o crimini, perché in Giappone la privacy delle persone è difesa in maniera ossessiva, rendendo di conseguenza la loro scomparsa un po' più facile. L'unico modo che quelli che sono rimasti hanno per scoprire cosa sia successo a chi è scomparso, è assumere un investigatore privato. Altro mercato emergente.

Farsi aiutare a farsi lasciare
Oggi doppia dose: altra parolina del corso tematico di giapponese. Questa volta è wakaresaseya, è il nome della persona che può essere assunta per darci una mano a far finire la nostra relazione sentimentale. Non è una cosa romantica, anzi. Un cliente tipo di questo particolare servizio vuole che sia il proprio partner ha lasciarlo/lasciarla anziché doverlo fare lui/lei, spesso per motivi economici (chi lascia prima ha delle conseguenze negative dal punto di vista economico e normativo, ad esempio per i figli). Le operazioni nelle quali solitamente sono coinvolti i wakaresaseya cominciano con la ricerca di potenziali storie extraconiugali e poi vanno avanti con piani estremamente elaborati per fare in modo che il partner che dovrà lasciare si innamori di un "agente" e lasci il marito/moglie che ha assunto il wakaresaseya. Questi "agenti" devono essere particolarmente abili perché ci sono svariati rischi legali connessi al loro lavoro, e potrebbero finire seriamente nei guai se mettessero in scena dei comportamenti eccessivi. Ma la mossa di fondo, cioè far innamorare il marito o la moglie del proprio cliente per fare in modo che divorzi, una volta che la circonvenzione d'incapace non è più reato, è sostanzialmente ammesso anche dal nostro ordinamento.

Byobu
Sto barando perché dovrei metterlo nell'algoritmologica, ma in realtà ci sono buoni motivi per tenerlo anche qui. Come spiegava otto anni fa l'autore di ByobuDustin Kirkland, si tratta di un software open source per la gestione di finestre di testo e multiplexer di terminali. Basato prima su Screen e adesso su Tmux, è una bomba, non ho mai trovato niente di simile, e mi sta piacendo un casino. Rende possibile usare un Mac come se fosse una macchina Unix (o Linux), per dire, cioè usare il terminale (meglio iTerm) come una specie di windows manager. E il nome Byobu è quello dei paraventi giapponesi, che oltre ad essere quasi sempre molto belli sono anche il motivo per cui l'ho messo qui.

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Audiologica

Billie Eilish: Tiny Desk (Home) Concert
I concerti "Tiny Desk" della radio americana NPR per il prevedibile futuro si fanno da casa. Ma Billie Eilish – che è una artista straordinaria – e suo fratello suonano lo stesso da una versione in cartapesta dell'open space di NPR. Dieci minuti di pura goduria

Hendrix Unplugged
Ve lo immaginate un disco della serie degli Unplugged di Mtv ma con Jimi Hendrix? Immenso ma impossibile, visto che le due entità non hanno mai camminato sul nostro pianeta nello stesso periodo. Però qualcosa del genere esiste: questa jam session tra Hendrix con una chitarra acustica e il fido Mitch Mitchell alle (improvvisate) percussioni, ad esempio. È uno schizzo, un abbozzo di idee, ma alla decima volta che lo risento ancora continuo a trovarci cose: è enorme. Lo sentite qui. Anche se ci sarebbe di più, molto di più, maledizione. Dovete sapere che in realtà nel 1970 Hendrix registrò nel suo appartamento una serie di nastri con canzoni originali suonate con la chitarra acustica. I nastri esistono tutt'ora, facevano parte di un progetto mai portato a termine del musicista americana. La società degli eredi di Hendrix si rifiuta infatti di pubblicarlo: nessuno (o quasi) ha più sentito niente su Black Gold. Però dieci anni fa hanno promesso che nel 2020 lo avrebbero pubblicato. Chissà. 

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Ludologica

Ca-po-la-vo-ro
Ormai la critica si è espressa all'unanimità: il gioco di Sid Meier, Civilization è un capolavoro di politica.

Noita
Non so neanche come classificare questo gioco se non che è un altro capolavoro di scultura dei pixel

Pregnancy Test' Doom
Spesso fare un test di gravidanza può essere l'anticamera di un disastro epocale. In questo caso, il disastro è simulato virtualmente: c'è chi ha hackerato il test infilandoci dentro un (altro) microprocessore e un (altro) microschermo, per giocare a Doom. Son cose.

Analog Terminal Bell
Ok, tecnicamente non è un gioco. Però è stupendo: lo voglio! (Ma non lo costruirò mai). In pratica, il progetto serve a creare un piccolo batacchio elettrico per suonare una campana ogni volta che il terminale del computer emette il suo "bong" (segnalazione di evento stampando il carattere della campana). Funziona via Usb. È bellissimo. Il video lo spiega in 1:14 minuti del vostro tempo che, vi prometto, non vorrete riavere indietro (incluso lo showroom montato sul pianale del microonde che ruota su se stesso! Genio!). Avrei anche la campanella pronta, in realtà... 

Regex Crossword
Le parole crociate con le espressioni regolari (tante

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Algoritmologica

Awesome Falsehood
Da anni su GitHub ci sono dei repository che si chiamano "Awesome" (Favoloso, in inglese) e che raccolgono una serie di risorse ampissima e spettacolarmente ricca. Nato in ambito informatico proprio su GitHub (l'azienda al principio si chiamava Logical Awesome LLC), il genere si è poi allargato anche ad altri settori contigui (e praticamente tutto è contiguo all'informatica). Questo repo in particolare contiene una collezioni di centinaia di risorse sulla falsità. Ci sono articoli che cercano di approcciare domini di conoscenza poco familiari ai non esperti e cercano di evidenziare e sfatare miti, luoghi comuni, indicando trappole nei ragionamenti e mostrando le contraddizioni e le nuances più sottili. I temi trattati includono settori come Arts, Education, Multimedia, Phone numbers, Software Engineering, Society e vari altri.

Awesome System Design
Sempre parlando di repository "Awesome", eccone un altro fatto pure bene. Si tratta di una lista di risorse per la progettazione di sistemi. Contiene articoli, libri, video e strumenti software. Tratta argomenti come distributed computing, microservices e vari altri. Ci sono anche casi concreti ed esempi.

La sicurezza, how to
Quest'altro repository invece si pone il problema di come fare a mettere in sicurezza letteralmente qualsiasi cosa. Dentro ci sono le buone prassi, le tecniche di difesa, le vulnerabilità e moltissimo altro. Alla fine, dopo una tonnellata di risorse, c'è anche una lista piuttosto nutrita di libri consigliati.

Fast
Una collezione di pacchetti JavaScript per gestire le problematiche più diffuse sul web e nello sviluppo delle app. Dentro ci sono componenti UI riusabili, customizzabili e condivisibili, moduli per accelerare i tempi di avvio, riutilizzare la memoria e integrare framework per il front-end o per costruire sistemi. C'è anche una tonnellata di documentazione. 

Cattivo Tor, cattivo cattivo
Non è tutto Tor quel che luccica, poteva essere il titolo alternativo per questo articolo su Medium che spiega come vengano exploitati i Tor Relay, cioè i punti di uscita dai quali chi naviga utilizzando Tor "atterra" sulla rete normale. Se sono compromessi, la navigazione non è più anonima. Se un utente decide di usare http piuttosto che https i relay cattivi possono anche capire cosa passa e intercettarne e poi manipolarne il contenuto. A maggio quasi un quarto dei relay, il 23,95%, era controllato da "spioni". Non ci sono requisiti per fare un relay di Tor e quindi il rischio che all'altro capo del tunnel ci sia uno spione è forte. Alcuni tentativi per rimuoverli hanno mitigato il problema ma gli attacchi sono stati ripristinati molto velocemente creando altri relay. Gli attaccanti vogliono soprattutto rubare bitcoin, attaccando i mixer del sistema. Dopo ogni "pulizia" gli attaccanti controllano sempre un 10% dei relay della rete Tor. Il Tor Project sta lavorando per trovare una soluzione, ma non è facile. 

La mappa dell'ingegneria dei dati
Io mi sono perso proprio all'inizio. Però è bellissima. Si tratta di una visualizzazione (in un repo di GitHub, tanto per cambiare) della Modern Data Engineer Roadmap che fornisce una visione d'insieme del panorama dell'ingegneria dei dati e una guida per lo studio di chi vuole approcciare la materia. Dentro cosa c'è? Beh, si va dai fondamentali dell'informatica ai linguaggi di programmazione, test, database e molto altro. Un ingegnere dei dati (che è una categoria ulteriore sulla quale mi riservo di tornare un'altra volta) ha bisogno solo di un sottoinsieme di questa mappona e gli ci vorranno anni per riuscirci. Però, il disegno complessivo rende bene l'idea dell'ampiezza del tutto (che è tutt'altro che completo, visto che ci manca ancora una tonnellata di roba da capire, teorizzare e progettare per quanto riguarda l'informatica). 

Il mondo interattivo
Una mappa del mondo in 3D, un modello in scala 1 a 40 milioni. Lo hanno costruito quelli di Stripe e per farlo non è stato facile: in questo articolo il team spiega quali strumenti già esistenti sono stati analizzati, quali sono stati scelti e perché e come sono stati usati. Ci sono anche snippets di codice ed esempi interattivi. Perché? Perché no.

PiSight
Cose divertenti che uno fa durante la quarantena: prendere una vecchia iSight, una mitica webcam con supporto FireWire di Apple (e un design ancora spettacolare), svuotarla e trasformarla in una moderna webcam con risoluzione HD e un Raspberry Pi incastrato dentro. Epico.
 

La tentacolare metropoli – Foto © Antonio Dini


Disclaimer: con alcuni dei prodotti linkati questa newsletter ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi e senza che la mia scelta venga influenzata da chicchessia. Ma se volete potete anche cercare da soli le stesse cose nei vari negozi di e-commerce


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